sabato 28 aprile 2018

Creta: i luoghi

I luoghi:
La lunga e travagliata storia di Creta è visibile in ogni angolo dell'isola. Musei e siti archeologici narrano una storia che inizia dalla preistoria fino a giungere allo splendore della civiltà Minoica; tutte le testimonianze visibili e uniche nel loro genere.
Ma anche girando per l'isola si trovano i resti della sua travagliata storia; in primis tocca alle città farsi testimoni del passato di Creta. Heraklion, il capoluogo, Hania e Rethimno ed altre città narrano tutte di una storia comune. La dominazione Veneziana e quella Ottomana che si contesero questo ponte di terra tra l'Europa e l'Oriente, tra l'Europa e l'Africa.
Sebbene molto sia stato distrutto e rimaneggiato, i centri storici di questi borghi mantengono intatte delle testimonianze eloquenti.

Heraklion (Candia):

Il capoluogo dell'isola è oggi la città principale. Famosa più che altro per la vicinanza al sito archeologico di Cnosso e per il museo archeologico che, non solo per i reperti custoditi, può competere con molti musei di fama mondiale.

Il centro storico è un susseguirsi di viuzze che si arrampicano sulla dolce collina che dal porto raggiunge piazza Kallergon dove, da quasi 4 secoli,  trova posto la bellissima Fontana Morosini, a pochi passi di distanza dalla loggia veneziana.
Ma anche la chiesa di Agios Titou è un elegante esempio del passato Veneziano.



Il museo archeologico, però, è la vera perla di Heraklion. La struttura moderna è stata concepita per resistere a terremoti intensi che non di rado si verificano sull'isola. Le numerose sale espongono ciò che di più interessante è stato trovato durante gli scavi sull'isola. Almeno ciò che non è stato portato ad Atene.


Tutto il museo andrebbe visitato con calma, ma se proprio non riuscite a dedicargli molto tempo, ci sono comunque dei reperti che non vanno assolutamente trascurati.



Rethimno (Retimo):
Una passeggiata nel centro storico di Rethimno è quanto di più vicino ad un viaggio indietro nel tempo. Credo che le uniche novità inserite negli ultimi 400 anni siano i mezzi di locomozione a motore e le bancarelle di souvenir.
Le viuzze che si attorcigliano su se stesse tra il porto e la fortezza sono invase da turisti, alla ricerca delle innumerevoli testimonianze della dominazione veneziana, sparse un po' ovunque. Oltre i palazzi e le fontane anche il castello che sovrasta la cittadina ne è una testimonianza tangibile; saltano comunque all'occhio i due minareti rimasti, simbolo della dominazione turca che fino all'indipendenza della Grecia aveva dominato l'isola a più riprese.


Agios Nikolaos:
La città più grande di Creta, all'estremità orientale, è un tranquillo paese affacciato sul mare. L'attrazione principale di Agios Nikolaos è lo stile rilassato che si respira passeggiando per il centro. I locali intorno al lago interno sono animati ad ogni ora del giorno, come la zona lungo il porto.
L'atmosfera rilassata sembra essere piaciuta anche a vip di tutto il mondo che spesso hanno scelto la costa a nord di Agios Nikolaos per trascorrere le vacanze. Questo spiega la presenza di numerosi resort di lusso nei dintorni del piccolo paese di Elounda, 10 chilometri a nord di Agios Nikolaos.

Chania (La Canea):
Ho lasciato Chania come ultima città, ma è forse quella più carica di fascino. Qui il piccolo centro storico è rimasto un gioiello a malapena intaccato dai soliti negozi di souvenir. Tutta la parte abitata che gira intorno al vecchio porto è un alternarsi di chiese e palazzi in stile veneziano e antiche moschee.
Il flusso di persone presente quotidianamente è la degna testimonianza del richiamo che il centro storico ha sui turisti. Questo flusso è stato intensificato dal traffico di voli low cost che fanno scalo proprio all'aeroporto di Chania, il secondo aeroporto più importante di Creta.
La presenza massiccia di turisti è dovuta anche al fatto che Chania viene presa come punto di partenza per la scoperta delle spiagge della costa occidentale dell'isola: soprattutto Balos, Elafonissi, Falasarna.

Oltre le città i siti che vanno visitati sono:
La fortezza di Spinalonga. Fortezza veneziana posta a difesa della baia che conduce a Agios Nikolaos.
Lo sperone di roccia su cui cresce ne faceva un avamposto difficilmente espugnabile. La fortezza è rimasta attiva fino a qualche decennio fa come lebbrosario.
Per essere raggiunta bisogna prendere un piccolo traghetto che salpa dal molo di Eulonda (ce ne sono altri che attraccano anche a Plaka) e che va prenotato sul posto. Riservatevi almeno un paio d'ore per la visita della fortezza ed il giro dell'isola.




A pochi minuti di macchina da Agios Nikolaos, fuori il paese di Kritsa, c'è una piccola chiesa con degli affreschi incredibili. Si tratta di una delle poche testimonianze originali di epoca bizantina in Grecia e, di sicuro, la più bella che potete trovare a Creta. Si tratta di Panagia Kerà, alle porte del paese di Kritsa. Vale la pena fare un po' di strada per arrivare fin qui.



Nascosta tra le tranquille colline vicino alla bella spiaggia di Kalamaki è stata scoperta una delle poche tombe a tholos (a forma di cupola) intatte di epoca Minoica. La collina su cui si affaccia domina la pianura circostante e apre una finestra sul mare. Anche in estate il sito è deserto, quiete turbata solo dal frinire delle cicale e dal sole al tramonto. 



Il sito archeologico di Gorthina è piuttosto particolare per Creta, rappresenta una dei più completi ed affascinanti siti che l'impero Romano ha lasciato sull'isola. Subisce, però, la fama della vicina Festo, che molti turisti sembrano preferire. I governatori della città di Gorthina si erano da subito alleati con i nuovi invasori romani, nella speranza di trarre vantaggi contro le potenti città di Knosso e Festo.


La testimonianza più importante conservata in questo sito archeologico è conosciuta come il "Codice di Gorthina", ossia una serie di lastre di marmo che riportano incise delle norme riguardanti soprattutto il diritto di famiglia. 

In queste leggi, scolpite dai Dori tra il VI e il V secolo a.C., le donne conquistano dei diritti: "A Gortina le donne, pur contraendo il matrimonio solo dopo la scelta del marito da parte del pater familias, godevano tuttavia di diritti patrimoniali: potevano ereditare il patrimonio familiare e in parte amministrarlo autonomamente. [...]".

Le lastre in marmo furono riutilizzate dai romani per costruire l'Odéon della città, un luogo adibito al canto.




Il piccolo paese di Matala è rimasto, qui a Creta, l'ultimo avamposto della rivoluzione culturale degli anni '60/'70. In quegli anni trascorsero qui dei periodi più o meno lunghi personaggi come Joni Mitchell e Cat Stevens, dormendo nelle grotte artificiali scavate nel fianco della montagna a picco sul mare e che un tempo erano adibite a tombe.

Ora rimane una sorta di posticcia atmosfera bohemienne, con tanto di bancarelle di ambulanti e sistemazioni di fortuna per albergare i moderni "viaggiatori liberi". L'immagine più spettacolare di Matala, però, è il tramonto che regala ogni sera, con il sole che va a spegnersi in lontananza ed il profilo dell'isola che scompare nell'ombra.







Appena fuori Rethimno, a pochi minuti di auto, è nascosto un cimitero del tardo periodo Minoico (XIII-XIII secolo a.C.). Il Cimitero di Armeni
L'atmosfera è suggestiva, vista la mancanza di gente e il fatto che il cimitero sia nascosto tra le piante di un piccolo bosco.
Le oltre 200 tombe a camera scavate nella roccia sono orientate da ovest a est e, molte di loro, hanno ingressi a "dromos" (a corridoio) che si restringono verso l'alto.


L'orgoglio cretese ha un vero e proprio santuario da venerare. La triste storia della guerra civile contro i turchi ebbe qui un epilogo sanguinoso. La cronaca di quello che accadde al Monastero di Arkadi è di Victor Hugo:



«Conosciamo il nome, Arkadi, ma sappiamo poco dell’evento. Ecco i dettagli precisi e per buona parte sconosciuti. Nel monastero di Arkadi sul monte Ida, 16mila Turchi attaccano 197 uomini, 343 donne e bambini. I Turchi hanno 26 cannoni e due obici, i Greci 240 fucili. La battaglia dura 2 giorni e 2 notti; il monastero è crivellato da 1.200 proiettili; un muro crolla, i Turchi entrano, i Greci continuano a combattere, 150 fucili sono fuori uso, la battaglia va avanti per sei ore nelle celle e per le scale, ci sono 2mila corpi nel cortile. 

Alla fine, l’ultima resistenza è vinta; i Turchi vittoriosi sciamano nel monastero. Solo una stanza, il magazzino delle polveri, resta barricato, e in questa stanza, vicino a un altare, al centro di un gruppo di madri e bambini, un uomo di 80 anni, un sacerdote, Padre Gabriel, sta pregando. 

Fuori padri e mariti stanno morendo, ma il triste destino di madri e figli non sarà quello di essere uccisi: sono promessi a due harem. La porta, aggredita a colpi di ascia, cederà. Il vecchio uomo prende una candela dall’altare, guarda quei bambini e quelle donne, affonda la candela nella polvere da sparo, e li salva. Una terribile azione, un’esplosione, salva gli spacciati, l’agonia diventa un trionfo, e questo eroico monastero, che ha combattuto come una fortezza, muore come un vulcano»

L'episodio avvenne nel 1866 e non fu risolutivo per le sorti della guerra civile, ma accese su Creta i riflettori del mondo intero.




Nascosto tra le colline a sud di Creta c'è il Monastero di Preveli; anche questo monastero ebbe un ruolo importante nelle vicende dell'isola. Nel monastero trovarono rifugio soldati dell'esercito alleato durante un rastrellamento da parte dei tedeschi. Grazie a questo rifugio vennero evacuati sani e salvi. Ora il monastero è uno dei siti più visitati dell'isola e ospita stabilmente dei monaci. 

La posizione a picco sul mar Libico è spettacolare e fa sì che il monastero tenga fede all'irraggiungibilità che contraddistingue da sempre questi luoghi di meditazione.


Un viaggio a Creta va preparato nei minimi dettagli; un po' perché le testimonianze ricoprono un arco di storia di 5000 anni e un po' perché le strade che percorrono l'isola non permettono, talvolta, spostamenti agevoli.
Ma scoprire i luoghi più nascosti e misteriosi è appagante quanto ritrovarsi, a fine giornata, a bere birra con il sole caldo che tramonta sul mare. Creta è un'isola da vivere!


Alcune informazioni utili...
Hotel:
Il Lato boutique hotel di Heraklion è perfetto sia per la posizione (vicino alla stazione degli autobus e a due passi dal centro) che per la qualità. Costa un po' più degli altri, ma se trovate una buona offerta è ottimo. Per non parlare della colazione! Provate a farvi assegnare una camera con balcone, se fate anche un po' di mare è utile per far asciugare i teli.

L'hotel Jechrina, poco fuori Chania, è eccezionale. Camere pulitissime e posizione favolosa sia per visitare la città (autobus che passano in continuazione) sia come base per le spiagge della costa occidentale. Inoltre la bella spiaggia di Agii Apostoli è a due passi. Nei pressi anche market e bar.
Il ristorante dell'hotel, il Piato, è ottimo!

Ad Agia Galini il ristorante Stochos è assolutamente da provare. Anche se c'è gente sono molto rapidi e gentilissimi. Tutte le portate assaggiate erano fantastiche e il motto "welcome to paradise" assume un nuovo significato!

Ho noleggiato un'auto tramite Cretarent: prenotata con largo anticipo (prezzi molto buoni) e pagata prima della partenza tramite Paypal. Auto nuova (nonostante in alta stagione non sia scontato) e servizio di consegna e ritiro puntualissimo.

martedì 2 gennaio 2018

Creta... i colori del mare

Il mare

Ha lo spirito di un continente, ma Creta è un'isola e il mare è una componente fondamentale del suo territorio.

Come una lunga frattura di roccia che divide il Mediterraneo da est a ovest, Creta è un confine naturale per due mari: a nord il Mar Egeo e a sud il Mar Libico. Queste due versioni molto simili di una tavola di mare dal colore blu cobalto, cambiano repentinamente aspetto sotto costa, accendendosi di bianco, rosa, turchese e smeraldo.
Inutile sottolineare che nei periodi di massima affluenza le spiagge più belle sono prese d'assalto. Ma sono veramente uno spettacolo imprescindibile e vale la pena fare qualche sforzo.


La laguna di Balos, per prima; all'estrema punta nord occidentale di Creta.

Qui, nei mesi estivi, l'afflusso turistico è enorme e dopo l'attracco dei battelli, la spiaggia diventa invivibile. Per avere un minimo di tranquillità bisogna sfruttare le ore di quiete che solitamente vanno da mattina presto fino alle 12.
La baia, però, è uno spettacolo della natura. Migliaia di metri quadrati ricoperti da sabbia bianchissima, spiaggia che, degrada lentamente verso il mare aperto, e la quasi totale assenza di mezzi di locomozione. Se si fa eccezione per un paio di piccoli motoscafi ed un quad utilizzato dai gestori della spiaggia.

Arrivare a Balos non è per niente agevole. Gli ultimi 9 chilometri di strada devono essere percorsi in salita su una strada sterrata, ampia e senza buche enormi. Appena arrivati in cima al promontorio si parcheggia l'auto e da lì bisogna scendere per un paio di chilometri su una scalinata spesso malridotta. Arrivare dopo le 10 di mattina significa dover parcheggiare la macchina lungo la strada sterrata che arriva al parcheggio e dover percorrere sotto il sole cocente ben più dei due chilometri di discesa.
Per arrivare presto alla spiaggia bisogna considerare 40/45 minuti di questo sbattimento. Dal'hotel di Chania ho impiegato un'ora e 40' prima di ritrovarmi immerso nella splendida acqua della laguna.



Altra famosissima spiaggia è quella di Elafonissi, sulla costa Est di Creta. per certi versi simile a Balos, l'acqua bassa su tutta la laguna fa risaltare il colore bianco del fondale. Ma la particolarità che nasconde Elafonissi è la porzione di sabbia rosa che la rende un posto surreale. Attraversando le dune che separano la baia dal mare aperto si scopre un litorale di sabbia bianca finissima, sopra il quale sembra depositato uno strato di soffice polvere rosa.

Rispetto a Balos, arrivare ad Elafonissi è molto più semplice visto che la strada asfaltata arriva a poche centinaia di metri dalla spiaggia, ma anche qui dalle 12 in poi diventa una giungla impraticabile.

Per arrivare ad Elafonissi da Hania si impiega lo stesso tempo che per arrivare a Balos: oltre un'ora e mezzo di sentieri nascosti tra le montagne, attraversando piccoli paesi in cui il turismo non è mai arrivato, ma che il continuo passaggio di autovetture ha fatto spuntare ristoranti ad ogni minimo agglomerato di case.




Altra spiaggia della costa occidentale degna di nota è Falasarna. Meno battuta delle sorelle "famose" ma, secondo me, non da meno. Certo, non regala gli scorci mozzafiato delle due baie, ma il colore della sabbia e del mare si fondono in maniera splendida. L'accessibilità è molto buona e non ho trovato mai troppo affollamento. A completare l'idillio, un ottimo ristorante che si affaccia proprio sulla spiaggia, Il Panorama
Anche la costa sud dell'isola, benché molto impervia, è costellata di spiagge ed insenature.
La zona ad ovest è più raggiungibile con qualunque tipo di mezzo, anche se le strade sono spesso impervie.
Fin qui abbiamo parlato dell' "ovvio", ma ci sono altre spiagge che meritano di essere menzionate:
Le due spiagge di Tripoetra, la piccola e la grande spiaggia.


Le spiagge di Agios Pavlos, con la particolarità di essere "in discesa"!


Ma anche la tranquilla spiaggia di Frangocastelo, dominata dal castello veneziano.


O, più ad oriente, la piccola e bellissima spiaggia di Kolokyta, vicinissima alla fortezza di Spinalonga.


La spiaggia di Voulisma, con il suo piccolo golfo e un panorama su Agios Nikolaos e le sue montagne.

Le piccole baie intorno Agia Pelagia, a pochi chilometri da Heraklion.


O le spiagge di Agii Apostoli vicino a Chania.



Girando per Creta in alta stagione non è facile trovare una spiaggia dove non ci sia un eccessivo affollamento; soprattutto nella parte a nord dell'isola, quella percorsa dalle vie di comunicazione più scorrevoli. E' ovvio immaginare che tutte le spiagge più importanti siano prese d'assalto, ma lungo il periplo dell'isola, cercando bene, si riescono ancora a trovare piccole baie abbastanza tranquille dove trascorrere una giornata di relax.

giovedì 7 dicembre 2017

Creta, la storia...


Creta, pur essendo un' isola greca, rappresenta di per sé quasi una nazione a parte. 
Assomiglia al resto della Grecia solo per pochi particolari, ma l'unione alla terra di appartenenza è stata fortemente voluta, con guerre, rivolte, sabotaggi e atti eroici. 


A Creta non c'è la dedizione esclusiva al turismo, come si ritrova in quasi tutte le isole dell'Egeo. Questo nonostante ci siano spiagge incredibilmente belle e gran parte delle coste siano invase dai turisti per tutto il periodo estivo.


L'entroterra è spesso aspro e poco accessibile. Grazie a tre consistenti ammassi montuosi che rendono difficile spostarsi, l'entroterra è rimasto abbastanza isolato e l'agricoltura è spesso la principale fonte di sussistenza per queste zone.


E lo spirito del popolo cretese, forgiato da eventi cruenti, rimane ancora forte e fiero. E credetemi, per combattere con orde di turisti spesso invadenti e irrispettosi ce n'è veramente bisogno.

Creta, come detto, è un continente a parte. Le origini del popolo, secondo recenti studi, risalgono alla Mesopotamia; antichi esploratori giunsero da quelle terre già civilizzate e fondarono su quest'isola una nuova comunità, i cui resti meravigliarono intere squadre di archeologi.
L'evoluzione raggiunta da una popolazione che, in realtà, apparteneva all'Età del Bronzo non aveva pari in tutto il mondo allora civilizzato. Opere imponenti come palazzi che si sviluppavano su diversi piani, ma anche suppellettili decorate e un impianto fognario evolutissimo erano le importanti innovazioni che, proprio da Creta, si prestavano ad "invadere" il continente.

La Storia




Sembra strano, ma uno dei capitoli più importanti della storia di Creta ha avuto luogo meno di 100 anni fa. Tutto iniziò quando l' archeologo Sir Arthur Evans, sull'onda dell'entusiasmo per quanto lo scavo  del palazzo di Cnosso stava rivelando, credette di trovarsi al cospetto di un enorme labirinto. 

Questa "facile" deduzione era dovuta al colpo d'occhio che le mura perimetrali di migliaia di sale suggerivano. Evans ne dedusse che si poteva trattare solo del labirinto che aveva tenuto prigioniero il Minotauro e l'enorme palazzo non poteva che essere la dimora del Re Minosse. Da questa (errata) deduzione l'archeologo attribuì a questa civiltà il nome di "Minoica", come la conosciamo. In realtà non si è mai riuscito a scoprire come venissero chiamati gli abitanti di Creta.

Di certo c'è che questa civiltà, benché abitasse Creta già dal neolitico, si sviluppò rapidamente 2.000 anni prima di Cristo. L'uomo e la donna erano investiti di uguale importanza all'interno della società, tant'è vero che nei dipinti (affreschi o vasi che siano) le figure femminili ricoprono gli stessi ruoli degli uomini. Solo questo dettaglio mi fa pensare che i Minoici sono stati una delle società più evolute mai esistite.
La civiltà minoica sviluppò la scrittura, dai reperti ritrovati ne esistono ben 3 varianti. Probabilmente veniva utilizzata per la gestione delle merci nei palazzi di potere e poi venne esportata in tutta la Grecia.

L'enorme sito del palazzo di Cnosso si trova a pochi chilometri dalla capitale Heraklion.
Effettivamente le dimensioni di questo palazzo sono impressionanti e l'idea che si trattasse di un enormi labirinto è tutt'ora suggestiva.
Studi archeologici recenti tendono ad indicare Cnosso come un grande centro di potere. L'enorme palazzo venne costruito a più riprese poichè subì diverse distruzioni: per mano dei Dori, dei Micenei e a causa di violenti terremoti.
Non è chiaro se a capo ci fosse un Re (come ipotizzato da Evans) o un governatore eletto dal popolo, fatto sta che un'ala del palazzo era dedicata alle sale "nobili".
Tutti gli edifici si affacciano intorno ad un enorme cortile centrale, che fungeva da luogo di incontro e dove, probabilmente, avvenivano le contrattazioni, gli scambi, gli accordi.

In ogni palazzo minoico c'è una zona adibita a magazzino, dove venivano conservati grano e altri prodotti in enormi "Pithoi", vasi in ceramica tipici della cultura minoica.
Altre aree del palazzo erano utilizzate per il culto, con la presenza di numerosi templi dedicati alle divinità, e alle botteghe artigiane.
Un palazzo di queste dimensioni e con un'organizzazione simile era la struttura alla base di una società molto evoluta e normalmente, nella zona circostante, si venivano a formare delle vere e proprie città.




Un suggerimento fondamentale per la visita di Cnosso: in alta stagione è consigliabile arrivare prima delle 10. L'afflusso di turisti è enorme e la visita al sito, sotto il caldo cretese, può diventare faticosa.

A 40 chilometri di distanza da Heraklion, verso est, si incontra un altro sito archeologico del tutto simile a quello di Cnosso. Si tratta del palazzo di Malia.
Tutto il palazzo si sviluppa intorno al classico cortile centrale, aree adibite all'adorazione degli dei, magazzini e botteghe artigiane. Non manca l'imponente ala di rappresentanza con un' ampia scalinata che scende ai piani nobili, più nascosti al calore estivo e al rumore.
La particolarità di Malia rispetto a Cnosso è l'estesa zona residenziale che si sviluppa a poca distanza dal palazzo. Sotto una copertura moderna sono riconoscibili le case e le vie intorno alle quali si articolava l'abitato. A conferma del fatto che il palazzo era il fulcro della comunità minoica.





















Anche a sud di Heraklion il sito archeologico di Festo ricalca in tutto e per tutto i due siti precedenti, un enorme cortile principale e il palazzo che si sviluppa intorno con le "solite" modalità minoiche.

Festo ha un'importanza notevole perché è il luogo di un ritrovamento unico nel suo genere.

Il "disco di Festo" è un manufatto in ceramica che riporta delle forme stampate su ambo le facce del disco. Il significato è ancora controverso, sembra si tratti di testi sillabici, ma non è stato ancora decifrato.

Il reperto oggi si trova oggi al museo archeologico di Heraklion.

Leggermente diverso è il sito di Agia Triada. In effetti sembra più probabile che questa fosse una lussuosa residenza estiva, al cui intorno prese vita una piccola comunità. Non mancano i soliti depositi di generi alimentari, le botteghe artigiane, i templi e la parte nobile del palazzo.



Una lunga via lastricata scende dalla collina verso est; questa, si ritiene, fosse la via di accesso al mare.

Girare per i numerosi siti archeologici di Creta più dar la sensazione di un "deja vù". Scavi spesso ridotti a rovine possono sembrare identici l'uno all'altro per cui, prima di avventurarsi nella visita, vale la pena perdere un po' di tempo giusto per collocare ogni sito al periodo e alla funzione che aveva avuto. Questo è l'unico modo per farlo rivivere in maniera suggestiva e che dà un senso alle visite.

giovedì 9 febbraio 2017

Naxos - Il cuore verde dell'Egeo



Naxos, in "italiano" Nasso, è l'isola più estesa delle Cicladi e, allo stesso tempo, quella più montuosa e dove un particolare microclima le ha donato una terra fertile. Proprio la sua autosufficienza ha ritardato l'afflusso del turismo di massa; le entrate provenienti dal commercio non rendevano indispensabili i proventi del turismo, così quest'isola ha continuato a mantenere intatta la sua cultura e le sue usanze il più a lungo possibile.
Le alte montagne culminano su monte Zeus (Zas, per i locai) con 1.004 metri di quota, ed l'ampia pianura sottostante, conosciuta come Tragea, si presta alla coltivazione di olive, uva, cereali, fichi, agrumi e patate.


Il mito dice che proprio a Naxos venne abbandonata Arianna dopo che, con il suo filo, aiutò l'eroe ateniese Teseo a fuggire dal labirinto di Cnosso a Creta. L'isola venne dominata per molto tempo dalla Serenissima Repubblica Veneta e forse proprio da questo mito deriva la locuzione italiana di "piantare in asso".

Arianna non ebbe troppo da piangere poiché, stando al mito, trovò su quest'isola il conforto di Dioniso che, raggiunta l'isola su un carro trainato da pantere, volle sposarla.
Dioniso è venerato come "Dio del vino, dell'estasi e della liberazione dei sensi", ma pare che qui a Naxos fosse particolarmente "devoto" ad un'altra bevanda: il Kitron.
Questo liquore, vero orgoglio dell'isola, è fatto mediante la distillazione delle foglie di cedro ed assume colorazioni diverse ed affascinanti: dal giallo intenso al verde brillante. Molto dipende dalla natura del distillato e dall'intensità della gradazione alcolica.

Un'isola grande come questa è per forza di cose un variegato miscuglio di realtà: c'è la parte turistica e quella più selvaggia, come avevo già visto ad Ios. C'è la zona rigogliosa e quella un po' più spoglia, c'è la parte pianeggiante, con lunghe spiagge, e la parte montuosa che arriva al mare con scogliere e calette.














La base che ho scelto per la scoperta di Naxos è stata la bellissima spiaggia di Agios Prokopios. Si tratta di una lunga spiaggia di sabbia dorata, non distante da Chora e con una concentrazione enorme di strutture ricettive: alberghi, bar e ristoranti. L'accoglienza, però, ha un carattere prevalentemente "greco" visto che sorgono in abbondanza gli ellenicissimi "studios" : mini appartamenti con angolo cottura, bagno e camera da letto. Di hotel veri e propri credo di averne contati un paio!
Tutta la vita di Agios Prokopios si svolge intorno alla via principale, l'unica transitabile da due mezzi contemporaneamente e che non ha marciapiedi e per questo risulta sempre congestionata e abbastanza pericolosa.


Le spiagge di Naxos

La parte occidentale dell'isola è la zona pianeggiante, va da sè che tutta la costa sia un susseguirsi di lunghe e sabbiose spiagge.

Spiaggia di Agios Prokopios
Della spiaggia di Agios Prokopios c'è poco da dire, basta vedere le foto che si trovano ovunque. La zona più vicina alla via principale è molto affollata tutti i giorni della settimana, per tutta la stagione estiva. Diversi stabilimenti balneari, gestiti dai locali affiancati sul lungomare, si succedono uno accanto all'altro con minime differenze di prezzo per l'affitto di sdraio e ombrelloni. Proseguendo verso nord, però, gli "stabilimenti balneari" diventano più radi e grandi porzioni di spiaggia vengono lasciate per l'accesso libero.
La parte più affollata, benchè più comoda, è spesso molto chiassosa, tanto che per trovare un po' di pace tutto il resto della spiaggia è assolutamente da preferire. Ma su tutta la costa di Naxos non è facile rimanere completamente soli.
Dirigendoci da Agios Prokopios verso sud si arriva ad Agia Ana, strettissima striscia di sabbia che culmina in un porticciolo. Gli edifici arrivano fino alla sabbia e tutto il lungomare è costellato di locali che si animano soprattutto di notte.




Spiaggia di Plaka-Orkos
Scendendo ancora verso sud si arriva alla spiaggia di Plaka e Orkos, qui le folle di turisti si sono ormai ridotte e le splendide spiagge permettono anche di rilassarsi senza dover per forza fare attenzione a non calpestare qualcuno.

Proseguento ancora su questa lunghissima spiaggia si arriva fino al piccolo paese di Mikri Vigla. Forse questa è la spiaggia più particolare, la sabbia color avorio ed i massi di granito che si spingono fino in acqua rendono l'ambiente più simile ad una spiaggia caraibica che ad una greca.
I colori dell'acqua sono incredibili ed il vento costante fa sì che, almeno nel tratto più bello, sia invasa da patiti di sport acquatici come kytesurf e diavolerie simili.
Qui la densità di persone non è elevatissima, ma ogni tratto sabbioso e marino costituisce una potenziale pista per decine di surf.
Spiagga di Mikri Vigla

Non mi sono spinto oltre Mikri Vigla, ma sono pronto a scommettere che le spiagge di Pyrgaki e Aliko siano le più belle e le meno frequentate di Naxos. L'eterna insoddisfazione a cui mi costringe la mia curiosità non mi fa quasi mai guardare quello che ho davanti con una soddisfazione assoluta! ;)

Spostandoci da Agios Prokopios verso nord, superato il paese di Chora e percorrendo la strada che percorre la costa,  dopo quasi un'ora si arriva ad Apollonas. Il piccolo paese è affollato di turisti, anche se non c'è il via vai di auto tipico della costa occidentale dell'isola.
La piccola baia di Apollonas è super affollata; la sabbia fine ed il fondale con poca pendenza la rendono ideale per le famiglie con i bambini.
Poco più distante c'è anche un'altra spiaggia, molto più estesa e praticamente deserta. La differenza sta nel fatto che non c'è sabbia, ma grossi ciottoli ed è quindi più scomoda.
Ad Apollonas ho avuto l'impressione, che la sabbia della piccola spiaggia sia stata "portata" ad Apollonas per rendere il soggiorno più piacevole ai turisti che si spingono fin qui. Per invogliarli a rimanere.
E' vero, Naxos si è aperta relativamente tardi al turismo, ma da allora ha fatto di tutto per tenerselo stretto. Fino a modificare la propria natura con piccoli espedienti "artificiali".

Oltre le spiagge
Andando in cerca d'altro Naxos può riservare delle sorprese. Ovvio, non siamo a Delos o a Delphi, ma quest'isola ha una storia di dominazioni e rivolte i cui segni sono ancora visibili nel paese di Chora.
Un po' di storia:
"Nasso fu abitata per la prima volta dai Traci che vi portarono anche il culto del dio Dioniso; i Traci furono seguiti dai Carii e dagli Ioni. Fu anche il centro della civiltà Cicladica (3200-2100 a.C.)."
"Nel 502 a.C. gli abitanti di Naxos si ribellarono al giogo dell'Impero Persiano. Questa rivolta portò alla più estesa Rivolta ionia che a sua volta condusse alla I Guerra Persiana. Nel 547 a.C., con l'aiuto di Pisistrato, divenne tiranno di Nasso, Ligdami."

















"Dopo la Quarta Crociata essendo sul trono di Costantinopoli un imperatore favorevole alla Serenissima, il veneziano Marco Sanudo conquistò l'isola e di lì a poco anche il resto delle Cicladi, nominandosi Duca di Naxos o anche Duca dell'Arcipelago. Le Cicladi furono governate fino al 1566 da 21 duchi divisi in due dinastie. Il controllo veneziano dell'Egeo continuò su alcune isole fino al 1714."

I siti che riguardano le civiltà della Naxos arcaica, ne sono rimasti ben pochi; si possono andare a scovare, però, tre "Kouros". Si tratta di tre statue di granito rimaste incompiute ed abbandonate nelle cave proprio dagli scultori che le avevano realizzate.

La particolarità sta nel fatto che le statue, che rappresentano dei (tra cui Dioniso), raffigurano le divinità come venivano viste all'epoca della realizzazione. In tutto uguali agli esseri umani, ma molto più alti. La statua che si trova nei pressi di Apollonas, nel nord dell'isola, è alta quasi 10 metri ed è proprio questa che, sembra, dovesse rappresentare Dioniso.
Area archeologica dei Kouros di Melanes
I Kouros nei pressi di Melanes, invece, riservano una piacevole sorpresa. Dietro la zona del parcheggio c'è un'altro scavo archeologico di cui non ho trovato alcuna traccia ne sulle guide, ne su internet. Si tratta, probabilmente, di un'area sacra costellata di templi (in rovina) e dove una passerella in legno e dei cartelli esplicativi permettono una rapida visita. Al momento del mio arrivo, in tarda mattinata, non c'era nessun custode ed il cancello era chiuso ma non bloccato. Ho semplicemente aperto la strada alla mia "scoperta" e me la sono goduta nella quiete degli uliveti circostanti. Salvo poi richiudere il cancello alle mie spalle.

Riguardo i siti archeologici presenti sull'isola c'è rimasto ben poco. i resti di qualche tempio sono ben nascosti nella campagna, come per il Tempio di Dioniso, di cui rimane ben poco, ma che la cura dell'area circostante fa apparire comunque piacevole la visita.




Altre testimonianze del passato si possono trovare a Chora, dove la dominazione veneziana è ancora evidente se si butta uno sguardo agli eleganti palazzi nascosti tra i vicoli del Kastro. Inoltre la visita alla torre Della Rocca-Barozzi può essere utile per farsi un'idea sul tipo di vita venisse condotta dalla famiglia che governava l'isola. La ricostruzione minuziosa degli ambienti è stata possibile grazie agli arredi originali.

Ai piedi del kastro c'è il quartiere popolare di Bourgos. Camminare tra questi angusti vicoli lascia sorpresi, nonostante il flusso turistico scorra a pochi metri di distanza, qui non si arrampica quasi nessuno. E c'è da capirli: balconi sporgenti sulla via sono un continuo rischio all'incolumità della testa. Le continue curve e scalinate rendono Bourgos più simile ad un labirinto in cui la frenesia del viaggio può far perdere la strada e le staffe in un sol colpo.

Fuori da Chora i piccoli paesi che circondano l'altipiano sono rimasti chiusi su se stessi fino a poco tempo fa, non conoscendo per molto tempo gli effimeri lussi del denaro facile del turista.
Ora la realtà è stata soppiantata da una facciata sempre lustra, dove bar e negozi di souvenir si sgomitano per accaparrarsi i villeggianti che scendono quotidianamente da numerosi autobus adibiti a tale scopo.
Halki, dove si trova la distilleria di Kitron più famosa, ma anche Filoti, arroccata su una collina all'ombra del monte Zeus (Zas per gli abitanti di Naxos) o la bellissima Apeiranthos.


Superata la facciata e le ore di punta, però, i villaggi riacquistano connotati molto più umani e non è difficile scoprire il silenzio che regna nella quiete di una giornata lavorativa ormai al tramonto (anche se sono solo le 16).
Le vie scalinate, i giardini delle piccole chiese nascoste dalle case, le botteghe  dove il tempo sembra essersi fermato a qualche decennio fa.




Logistica
Le isole sono collegate da traghetti quotidiani, sia convenzionali che ad alta velocità per cui spostarsi non è mai un problema. 
C'è da sapere, però, che la maggior parte dei traghetti è attiva solo in estate e le corse subiscono variazioni di orario molto frequenti.
E' bene informarsi almeno con 24 ore di anticipo sulla conferma della corsa, per non incorrere in brutte sorprese.

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